Tiberiu Bosutar e la Guerra Contro la Deforestazione

La stragrande maggioranza della deforestazione e del disboscamento illegale si verifica nelle foreste tropicali del bacino amazzonico, dell’Africa centrale e del sud-est asiatico. Tuttavia, il fenomeno del disboscamento illegale è un problema anche nell’UE, tra i principali importatori di legname nel mondo.
Questo mercato, il cui valore è stimato tra i 51 e i 152 miliardi di dollari, è dove i casi di violenza e di omicidio contro informatori e forestali sono in aumento.

Si tratta dunque di un problema globale il cui impatto su larga scala non può essere ignorato dal momento che:
- comporta la perdita di introiti finanziari per le comunità coinvolte
- porta alla deforestazione, al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità
- compromette la pace sociale, creando dunque le condizioni per futuri conflitti per la terra e le risorse, la mancanza di potere delle comunità locali e indigene, la corruzione e i conflitti armati
Tiberiu Bosutar è un attivista ambientale che si batte contro la deforestazione illegale in Romania, un grave problema che minaccia le foreste rumene, tra le più grandi e antiche d’Europa.
Vive a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, vicino al villaggio di Moldovita. Stanco di vedere camion carichi di legname abbattuto illegalmente, ha deciso di agire in prima persona, monitorando i trasporti illegali.

Nel 2016, ha iniziato a contare i camion che lasciavano la città senza documenti, scoprendo che più di 100 di essi erano coinvolti ogni mese nel traffico illegale.
La lotta contro la mafia del legname in Romania è pericolosa: gli attivisti e le guardie forestali subiscono minacce, detenzioni arbitrarie e persino attacchi violenti. Nel 2019, Greenpeace Romania e Agent Green hanno riportato che oltre 600 persone sono rimaste ferite e sei sono morte in conseguenza di scontri riconducibili alla deforestazione illegale nel Paese.Subscribe
La Romania è un luogo cruciale per la biodiversità in Europa, con ampie foreste primarie e antiche. Tuttavia, la deforestazione illegale continua a essere un problema politico e sociale: il valore del legno rubato è stimato tra 500.000 e 1,5 miliardi di euro all’anno.
Il Presidente rumeno ha ritenuto “terrificanti” le cifre confermate, e ha chiesto politiche più rigide per porre fine a questa situazione. La metà del legno estratto non contribuisce alle casse pubbliche, il che rende il problema ancora più grave.
Nel 2012, due giornalisti e lo stesso attivista Tiberiu Bosutar sono stati brutalmente aggrediti e picchiati mentre documentavano la deforestazione illegale in una foresta nella contea di Suceava.

Questo episodio mette in luce la pericolosità di combattere le mafie del legname in Romania, ma le autorità stanno cercando di affrontare la questione, armando le guardie forestali per proteggerle durante il loro lavoro.
La Criminalizzazione degli Attivisti Climatici in Romania
La storia di Tiberiu Bosutar, purtroppo, non è un caso isolato.
- Nel settembre 2020, l’auto dell’attivista Daniel Bodnar è stata vandalizzata a Suceava. Solo due mesi dopo, affrontò un attacco da parte di ladri di legname che lo colpirono con delle pietre.
Per l’Unione Europea, la persecuzione e criminalizzazione degli attivisti climatici in Romania è una preoccupazione crescente, segnata da crescenti sfide come aggressioni fisiche, azioni legali e molestie.
Nel 2018, l’Alta Corte di Romania ha stabilito che tutti gli incontri pubblici devono essere preannunciati, in particolare nelle piazze, nelle strade o vicino alla sede delle persone giuridiche. Questa misura ha notevolmente limitato le proteste spontanee dal momento che i partecipanti possono essere sottoposti a sanzioni. Secondo gli osservatori, questa decisione ha violato il diritto alla libertà di parola e il diritto di protestare, entrambi garantiti dalla legge.